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presso "La Venaria di Colorno" dal 26/09 al 18/10 apertura dalle 15:00 alle 18:00 ingresso libero
Achille Ascani nasce a Parma, vive e lavora a Reggio Emilia. Si avvicina al linguaggio fotografico nel 1987 continuando, ancora oggi, sperimentazioni in analogico e coniugando la tradizione con i territori della sperimentazione e contaminazione dei linguaggi. Non interviene in postproduzione attraverso software informatici. La sua modalità fotografica prevede la scansione diretta del negativo, prediligendo il notturno per i tempi di posa e per le luci contrastanti, collegati alla sovrapposizione di istanti che rimandano alla memoria. Dal 1996 ha preso parte a numerose mostre personali e collettive, partecipando anche a SetUp Contemporary Art Fair (Bologna, 2016) ed Artexpo New York (New York, 2019). Tra le recenti mostre personali si segnalano: “Consolazioni” (Museo dei Frati Cappuccini, Reggio Emilia, 2016), “Consolazioni” (Scuderie di Palazzo Ducale, Castelnovo nè Monti, Reggio Emilia, 2017), “Il valore della fragilità” (Atrio del palazzo dell’Assembla Legislativa, Regione Emilia Romagna, Bologna, 2018).
«La ricerca fotografica di Achille Ascani – scrive Giovanni Nicolini – si è evidenziata da qualche tempo tra le più determinate e attinenti al tema del disagio sociale, espresso in particolare nelle forme delle dipendenze patologiche e del gioco d’azzardo. Un interesse alla persona che il fotografo emiliano testimonia nelle sue produzioni, dove i temi della fragilità e della solitudine umana si fondono con le architetture di piazze italiane o di scenografiche riprese notturne di ambienti metropolitani. I luoghi quindi della massima socialità, perfino deputati ai vuoti e alle ferite di una marginalità per cui, esponendola alla maniera di Jacques Copeau, qualcuno ha bisogno di mettersi in ascolto di qualcosa che qualcun altro ha da dirgli, in uno spazio scenico finalmente concreto, recuperando le dimensioni fondamentali della vita».